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3ª Giornata della Formazione Manageriale ASFOR

”LA FORMAZIONE MANAGERIALE: RISORSA PER IL PAESE"

 

Roma, martedì 25 gennaio 2005
CNEL Consiglio Nazionale Dell'economia e Del Lavoro

Aula della  Biblioteca – Via Lubin, 2

Si è tenuta lo scorso 25 gennaio nella prestigiosa Sala della Biblioteca del CNEL a Roma la "Terza Giornata della Formazione Manageriale" promossa da ASFOR Associazione per la formazione alla direzione aziendale, annuale appuntamento che consente agli attori del Sistema formativo di confrontarsi sui temi più innovativi della formazione manageriale in Italia. Tale evento è soprattutto l’occasione per porre al centro del dibattito l’importanza di investire su ciò che rappresenta la Risorsa più importante per il Sistema Italia: la qualità delle Risorse Umane, il cuore della nostra economia e Risorsa del Paese.

Ha aperto i lavori il Consigliere del CNEL, Giancarlo Abete, che ha portato ai relatori ed ai presenti i saluti del presidente Larizza, ponendo l'accento sul valore della formazione manageriale nel settore pubblico e privato per lo sviluppo della nostra economia.

Il Presidente di ASFOR, Claudio Poli, ha presentato le proposte e la strategia dell'Associazione ed ha evidenziato l’importanza della leva strategica della “conoscenza” per sviluppare una Formazione Manageriale di qualità ed efficace. Per ASFOR è altresì fondamentale consolidare un Sistema che sia in grado di monitorare il “mercato” della Domanda e dell’Offerta sia in termini quantitativi e sia, soprattutto, in termini qualitativi e di sviluppo. A tal proposito “riteniamo importante” ha spiegato il Presidente di ASFOR “sviluppare con tutti gli attori istituzionali, una “Rete” che dia vita ad un Sistema che metta sempre più in stretto legame le diverse realtà che svolgono attività di studio ed analisi dei dati sulla formazione in Italia”. Ha proseguito sottolineando la necessità di “sviluppare in Italia una politica che favorisca il consolidamento di istituzioni formative di qualità, solide e con una vision sull’innovazione e globalizzazione e internazionalizzazione dei mercati, in grado di apportare al Sistema Paese un elevato grado di competitività”. Il Presidente ha altresì sottolineato che per consolidare il sistema formativo occorre liberarlo da una serie di vincoli di carattere economico-gestionali che ne frenano lo sviluppo.
Il Presidente nel ricordare il Prof. Claudio Demattè, prematuramente scomparso, al quale verrà conferito il “Premio ASFOR alla Carriera”, sottolinea come in questa fase risulta strategico “creare/consolidare una Rete di centri di formazione manageriale capace di trasferire competenze, conoscenze e consolidare innovazione, che sia da un lato fortemente radicata nel proprio territorio ma dall’altro in grado di sviluppare network e alleanze internazionali. In tale ottica risulta fondamentale il ruolo, delle Istituzioni Pubbliche che devono favorire tale processo (ad es. rendere più snelle le procedure per la gestione dei bandi pubblici e defiscalizzazione degli investimenti in formazione), e della Pubblica Amministrazione che sta investendo molto in formazione, ma che deve fare un ulteriore salto di qualità nella scelta dei partner con i quali definire efficaci ed innovativi processi. A tal fine il Presidente pone l’accento sul Protocollo d’Intesa sottoscritto fra ASFOR e Dipartimento Funzione Pubblica sulla “Qualità dei servizi formativi delle Scuole aderenti ad ASFOR che svolgono attività di formazione per la PA” ed auspica una effettiva possibilità di operare a favore degli Enti pubblici locali e nazionali da parte delle società di formazione private, in una sana e virtuosa competizione con le scuole pubbliche.

Per quanto riguarda il Sistema delle Imprese “la sfida della Formazione Continua di qualità” spiega sempre il Presidente “si vince, da un lato, attraverso un sempre più stretto legame fra Imprese/Istituzioni formative - e su questa strada il Sistema dei Soci ASFOR, (si vedano anche i dati della ricerca) può rappresentare un modello di riferimento (esperienze, sinergie, collegamenti, scambi, ruoli…) - ma, dall’altro, passa anche attraverso un’efficace utilizzo dei Fondi Interprofessionali per la formazione continua, che devono rappresentare la leva di consolidamento e lo sviluppo della formazione continua in Italia”.
Il Presidente affronta il tema della Formazione Formatori, passaggio fondamentale per la costituzione di un sistema formativo efficace, ritiene debba consolidarsi un’alleanza fra pubblico e privato e fra tutti coloro che hanno a cuore la qualità della nostra formazione.
Infine il Presidente ricorda che ASFOR nel 2004 ha elaborato il “Primo Codice Etico dei Soci ASFOR” e che nel corso del 2005 verrà avviato il nuovo programma di “Accreditamento degli Executive Master e-learning”.


Moderatore del Convegno è stato Francesco Bogliari, direttore della rivista di management "L'Impresa", partner dell'evento, che apportato un ottimo contributo al dibattito con domande e spunti interessanti.

Al Vicepresidente dell'ASFOR, Luigi Pieraccioni è stato affidato il compito di presentare il “3° Rapporto ASFOR sulla Formazione Manageriale”, costituito da due ricerche: una “quantitativa” sull’offerta formativa dei Soci ASFOR, la seconda “qualitativa” sulla domanda di formazione manageriale condotta su un campione di “Clienti”.
Dalla prima indagine (quantitativa), emerge che il target principale di riferimento è costituito da Imprese (46,6% dei corsi complessivi), a seguire il cliente “Corporate” (21,5% del totale corsi) e quindi la “P.A”. (20,7%).
Il fatturato complessivo dell’offerta formativa, calcolato sui dati previsionali 2004, è pari a circa € 347.171.000,00. Tale elemento, se confrontato con il consuntivo del 2003, indica una crescita del 3,6%.
L’utilizzo delle tecnologie e-learning si sta ben diffondendo: il 66% dei soci ASFOR utilizza una piattaforma e-learning, prevalentemente in licenza piuttosto che di proprietà. Inoltre, per quanto riguarda il fatturato, riferito ai soli enti che hanno fatto e-learning, circa la metà indica che il fatturato dei percorsi formativi erogati in e-learning rappresenta meno del 10% del fatturato complessivo dell’azienda nel 2003 e 2004, dato che evidenzia ampi margini di incremento per le attività blended e-learning.
Gli enti formativi si stanno rafforzando sempre di più sia singolarmente sia in partnership: l’80% degli intervistati ha realizzato partnership stabili con Università italiane ed un 63% circa con Istituti Pubblici.
La Faculty complessiva si è mantenuta stabile raggiungendo quota 6.425 (+0,5), con prevalenza di coloro che appartengono al mondo aziendale (Consulenti e Docenti di matrice aziendale) e con una presenza significativa di Docenti universitari. Il 28% della Faculty è composta da donne.
Le aree tematiche più richieste per la formazione si differenziano ovviamente fra l’utenza Pubblica Amministrazione e le Imprese: le Imprese e i “Giovani” richiedono soprattutto formazione sui temi del marketing, seguito dalle risorse umane e dalla finanza. La Pubblica Amministrazione pone ai primi posti il controllo di gestione e le risorse umane. Le “Corporate” richiedono soprattutto i temi di controllo di gestione, seguite dal marketing e risorse umane.

L’indagine qualitativa sulla domanda di formazione manageriale, giunta alla sua seconda edizione, riguarda valutazioni soggettive, sia sul sistema formativo italiano, sia con riguardo alla comparazione con altri paesi.
Ne è emerso un giudizio positivo della formazione italiana che conferma il grado di soddisfazione registrato nel 2003, toccando nel 2004 quota 65%; anche nella comparazione internazionale le valutazioni sono molto favorevoli attestandosi oltre il 60%.
Per il campione, le aree della gestione delle risorse umane e del marketing rappresentano i capisaldi della formazione; da non sottovalutare è anche il dato relativo alla logistica.
Gli obiettivi della formazione ritenuti strategici in ambito aziendale sono rappresentati dal livello di cambiamento/innovazione apportato all’interno delle aziende, della cultura organizzativa e dei valori trasmessi.
Per quanto concerne le tecnologie didattiche il 60% del campione dichiara di aver già fatto uso di strumenti di e-learning con un alto grado di soddisfazione (circa 75%).
Confermati i dati per ciò che attiene la valutazione della qualità dei fornitori di formazione: viene data importanza cruciale ai fattori di propositività, innovatività, attinenza tra teoria e pratica e continuità di rapporto tra i “formatori” e i “clienti” della formazione. In sintesi, l’attenzione verso la Formazione Manageriale per i prossimi tre anni è crescente; tale trend è avvalorato dai dati del campione, che per il 67,5% intravede una crescita.


Al termine della presentazione dei dati ha quindi preso la parola Antonio Catricalà, Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri il quale, richiamando la normativa vigente, ha affrontato le tematiche della formazione e della cultura manageriale con riferimento specifico alla Pubblica Amministrazione. Auspica un nuovo scenario per la gestione della formazione pubblica: quello cioè costituito da una sana competizione/collaborazione tra pubblico e privato nell’offerta formativa, dando la possibilità alle Amministrazioni di rivolgersi alle une o alle altre, secondo quello che è il piano formativo, il programma, il costo. Questo scenario dovrebbe sostanzialmente consentire alle Scuole Pubbliche di crescere in termini di competitività e alle scuole private di attrezzarsi di più per quelli che sono i reali fabbisogni dell’Amministrazione. Ha concluso come il concetto di formazione si colleghi con il concetto di crescita professionale, non solo in termini di carriera, ma anche in termini di crescita professionale.


Il professor Giuseppe De Rita, Segretario generale del Censis, ha messo in guardia dal rischio di una formazione troppo generalizzata e troppo accademica, a discapito della formazione specifica che rappresenta una risorsa strategica sia per fruitori pubblici che privati. Ha richiamato quindi le Scuole di Formazione Manageriale a mantenere e sviluppare questa cultura di specificità che rappresenta un elemento distintivo. Sottolinea infine l’importanza di consolidare rapporti con centri di ricerca nazionali ed internazionali, che possono favorire il consolidamento della dimensione specifica della formazione.


L'intervento di Guido Venturini, in veste di presidente della Commissione "Output formativo delle imprese" in Confindustria, ha evidenziato l’attenzione di Confindustria nell’individuare le aree formative specifiche di cui necessitano le imprese ora e nel futuro prossimo.


Franco Frigo, in rappresentanza dell'Isfol, ha portato in evidenza l’assenza in Italia di una conoscenza dettagliata dell’offerta formativa privata - ad integrazione dei dati forniti dal Sistema ASFOR - contrariamente al settore pubblico che ha attivato a livello regionale un sistema di accreditamento degli organismi di formazione. A suo avviso, in Italia manca un sistema che permetta di conoscere e valutare i costi della formazione, attività che sicuramente rappresenta una Risorse del Paese.


Al termine della prima sessione di lavoro è intervenuto il Vice Ministro dell'Economia e delle Finanze Mario Baldassarri, ricordando anche la sua personale esperienza all’MIT, ha posto a confronto il sistema formativo americano, fortemente orientato alla ricerca e specializzazione, ed il nostro sistema formativo più generalistico, sottolineando la necessità di creare un mix fra formazione di base e specializzazione. Ha posto l’attenzione sul rischio di equivocare formazione ciò che in realtà sono conoscenze di base (competenze linguistiche-informatiche). Ha individuato altresì l’importanza che la formazione manageriale sia in grado di trasformare la formazione di base in formazione specialistica, sia orientata alla globalizzazione e all’internazionalizzazione dei mercati, ma nel contempo sia fortemente capace di riconosce le specifiche realtà del tessuto produttivo italiano. La formazione, infine, oltre ad essere uno strumento di promozione individuale, di sviluppo economico e di competizione internazionale, è un bene pubblico sottolineando il ruolo e il compito di ASFOR di produrre una nuova cultura della formazione.


La mattinata si è infine conclusa con la cerimonia di consegna del “Premio ASFOR alla Carriera 2004”, alla memoria, al professor Claudio Demattè – scomparso lo scorso anno - da parte del presidente dell'ASFOR Claudio Poli.
Con sentita partecipazione il Vice Presidente ASFOR Vittorio Paravia ha ricordato l'ex Presidente dell'ASFOR che con la sua presidenza - dall’84 all’89 - ebbe il merito di contribuire a dare una visibilità concreta ed operativa all’Associazione. Ne ha ricordato inoltre il ruolo di pioniere nella diffusione della cultura manageriale del nostro Paese, anche favorendo la nascita di nuovi centri di formazione.
E’ intervenuto a questo importante momento anche Severino Salvemini, attuale presidente della SDA Bocconi, che lo ha ricordato quale fondatore della SDA Bocconi e apprezzato accademico di fama internazionale.


La seconda sessione di lavoro ha visto in primo piano il tema dell’etica nell'attività imprenditoriale.
Alla Tavola Rotonda dal titolo "La responsabilità sociale dell'impresa: il ruolo della formazione manageriale", sono intervenuti, Elio Borgonovi Past President ASFOR, in qualità di Chairman, Alberto Bartoli, direttore Amministrativo di SABAF, Claudio Gagliardi, Direttore Centro Studi Unioncamere, Gian Francesco Imperiali Presidente di ABB e Raffaele Morese Presidente di Confservizi, presentando le proprie esperienze in tema di responsabilità sociale.
“Oggi appare sempre più evidente” sostiene Borgonovi “che non è possibile tenere separati gli obiettivi e gli effetti economici delle scelte di impresa, dagli obiettivi e dagli effetti che essi producono suI molti soggetti in cui si articola la società”. E’ stato altresì evidenziato, come questa “Nuova” realtà richieda un ripensamento delle tradizionali teorie dell’impresa, ma soprattutto applicazioni concrete, come nei casi di ABB e di SABAF presentati nel dibattito, che dimostrino la compatibilità di strategie di CSR con la competitività delle imprese.