CONTRIBUTO DI FRANCESCO GENTILE (Poste Italiane S.p.A.)
(4/2/2000)

* In un mondo di ipercompetizione dove la spunta chi si adegua rapidissimamente (ovvero chi impara più in fretta) ad un mercato in continua evoluzione le opportunità offerte da reti e terminali interattivi multimediali (PC? Nuovi televisori? Nuovi telefoni fissi e mobili?), che fanno esplodere la connettività e le possibilità di espressione, sono e saranno sempre più determinanti. In un'azienda come Poste Italiane, soggetta ad una profonda trasformazione e operante in un settore di sempre più dura competizione, con una popolazione di quasi 180.000 dipendenti dispersi in modo capillare su tutto il territorio nazionale, l'integrazione di tecnologia nel sistema formazione (pur formidabile per quantità erogate) è una scelta praticamente obbligata: è una sfida affascinante, una straordinaria fonte di esperienze, un'impresa durissima.

* Tutti d'accordo sul futuro sviluppo della FaD, ma le criticità che ne ostacolano la sperimentazione oggi sono numerose e consistenti, frutto dei molteplici ritardi del nostro Paese in campo tecnologico; per citarne alcune fondamentali:
-  La cultura informatica di base scarsamente diffusa
- L'ignoranza (e conseguente diffidenza) sui temi della FaD da parte di ampie fasce del management
- L'impreparazione e la conseguente ostilità di fondo da parte degli stessi formatori, legati alle consolidate soluzioni "tradizionali"
-  La carenza delle infrastrutture (rete e PC assenti o inadeguati)
-  I cospicui investimenti iniziali necessari
-  Lo scarso rapporto qualità/prezzo dei prodotti (a catalogo o realizzati su commessa) presenti sul mercato italiano
- L'immaturità dei sistemi di gestione/monitoraggio della FaD

* All'interno di Poste Italiane, esistono molte delle professionalità necessarie per la produzione di strumenti didattici multimediali e per la progettazione degli interventi; attraverso i primi esperimenti-pilota si stanno costruendo alcune nuove figure per la gestione della FaD (amministratori e tutor a distanza). Il tema FaD è molto sentito presso i vertici aziendali, mentre la cultura di una parte del management è fonte di criticità.

* Nei nostri progetti prevediamo un libero scambio di informazioni allinterno delle classi virtuali durante i corsi. Quando i corsi riguarderanno famiglie professionali si tenterà di costruire delle comunità virtuali permanenti, con una comunicazione il più possibile non irrigidita da vincoli e controlli (che in genere frenano fortemente lo sviluppo delle comunità), salvo la necessaria "certificazione" di quanto pubblicato.

* Nella maggior parte dei casi l'adattabilità della FaD consente di trovare spazi per la formazione (istituzionalizzati o meno) in periodo di flessione delle attività durante l'orario di lavoro, in altri casi è necessario "sacrificare" tempo di piena produzione (sacrificio duro da accettare: l'impiego di tempo per laula sarebbe complessivamente maggiore, ma la tentazione di mettere comunque in produzione la persona presente ma impegnata in formazione è forte). Un possibile sviluppo futuro è un'offerta più ampia, non strettamente legata al ruolo, che inviti maggiormente allinvestimento in formazione del proprio tempo privato (sul luogo di lavoro o al proprio domicilio).

* Il criterio adottato nella scelta dei prodotti per la FaD è piuttosto semplice: per i temi che hanno già forte mercato (es. formazione linguistica, office automation) scegliamo titoli a scaffale, per temi più particolari (a rapida evoluzione e/o fortemente personalizzati) ricorriamo alla produzione interna (su commessa se la capacità produttive interne risultino insufficienti).

* Personalmente sono convinto che la diffidenza sulla qualità dei risultati sia frutto di ignoranza o, peggio, di esperienza di una "cattiva" FaD, soprattutto a causa della bassa qualità dei prodotti (squallidi ipertesti spacciati per multimedialità interattiva), della frequente fruizione in autoistruzione isolata (senza controllo/assistenza a distanza, senza rapporto con docente e altri discenti), dell'eccessiva delega della formazione alla tecnologia (trascurando gli aspetti "umani").

* La formazione professionale può essere facilmente veicolata attraverso la FaD: generalmente è più facile e costa meno. Man mano che ci spostiamo su temi più vicini alla formazione manageriale è necessaria una maggiore qualità degli strumenti di FaD (ed è più probabile la necessità di percorsi integrativi).

* La formazione deve mutare profondamente, vanno colte tutte le opportunità che la tecnologia offre per ampliare le possibili soluzioni formative, non si può far finta che la tecnologia non esista (o demonizzarla, disprezzarla): i formatori, in prima linea nel supportare il cambiamento nelle aziende, saranno capaci di cambiare?

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