Luciano BATTEZZATI
(24 febbraio 2000, Venezia-Mestre)
Nuove tecnologie, formazione a distanza e professionalità dei formatori
Prospettive e tendenze nella domanda di formazione
Una proposta di classificazione delle tecnologie
Esperienze e casi applicativi: Videoconferenza, Business Television, Online, Learning Center
Processi di lavoro, competenze e nuovi ruoli professionali
Bibliografia essenziale
Prospettive e tendenze nella domanda di formazione
La principale sfida in cui sono attualmente impegnati i progettisti di formazione è quella di adattarsi rapidamente allevoluzione della domanda di formazione dei clienti, che chiedono, in relazione alla crescente rilevanza che assumono i processi di apprendimento nelle aziende, una formazione sempre più efficace, mirata e misurabile e una capillare azione di diffusione del know-how. Parallelamente al bisogno di formazione continua e diffusa, crescono però i vincoli organizzativi posti dai clienti, quali la necessità di contenere i costi di formazione, di rendere flessibili le modalità di erogazione, di coinvolgere popolazioni sempre più ampie ma limitandone lallontanamento dal posto di lavoro, di personalizzare e monitorare i percorsi di apprendimento degli individui, collegandoli allo sviluppo di specifici percorsi di crescita professionale.
In questo contesto, la formazione a
distanza (FAD), utilizzando le potenzialità delle nuove tecnologie, può offrire
soluzioni efficaci e flessibili che da una parte affiancano, integrano o sostituiscono
percorsi di formazione tradizionali e dallaltro sono in grado di aggregare esigenze
di apprendimento, comunicazione, informazione, diffusione/gestione del patrimonio di
conoscenze aziendali.
Queste esigenze non possono infatti trovare risposte separate o fornite in tempi
successivi, ma devono essere "tenute insieme" da un unico progetto formativo che
sia in grado contemporaneamente di standardizzare e di personalizzare
contenuti, modalità di erogazione, stili di comunicazione. In altre parole, di fronte a
processi formativi complessi e articolati, dobbiamo pensare in termini di
"sistemi" formativi e di ingegneria didattica.
Lorientamento di Isvor-Fiat
è infatti quello di scegliere ed integrare le diverse soluzioni tecnologiche in un
"sistema" progettato, realizzato e monitorato in codesign con il cliente.
Lo scenario che osserviamo attualmente è comunque caratterizzato da:
- un elevato tasso di confusione
- un "effetto moda" che porta all'eccessiva teorizzazione sulle nuove
tecnologie ancora prima di iniziare ad utilizzarle
- esperienze per lo più episodiche e di tipo sperimentale.
Lintroduzione delle nuove tecnologie nella formazione ci obbliga comunque a
riflettere sul loro impatto nella progettazione e gestione dei processi di apprendimento e
sulle competenze richieste oggi al progettista, o instructional designer.
Una proposta di classificazione
Può essere utile a questo punto proporre una classificazione che contribuisca a creare allinterno della comunità professionale dei formatori un comune linguaggio e un modello condiviso di riferimento. Allinterno della più generale categoria di "formazione a distanza" (distance learning/training), proponiamo di distinguere le diverse tecnologie in relazione alle modalità di gestione del processo di apprendimento e ai processi di comunicazione attivati.
Tele-learning
Con lutilizzo della videoconferenza o della business television, la gestione
del processo di apprendimento risulta "eterocentrata", viene cioè demandata al
formatore o comunque ai ruoli formativi "esterni" all'individuo che apprende
(docente, tutor); nel tele-learning vengono infatti riprodotte, sebbene mediate da uno
schermo televisivo, modalità tradizionali di relazione formativa e viene utilizzata una
comunicazione di tipo sincrono, in cui il momento dell'erogazione e quello della fruizione
dei contenuti formativi coincidono.
Self learning
In questo caso le tecnologie consentono allutente una fruizione
personalizzata nei tempi, nei ritmi e nelle scelte di apprendimento. Il
"setting" formativo è molto diverso rispetto a quello dell'aula tradizionale,
perché la fruizione si svolge generalmente in isolamento e linterazione avviene
solo attraverso il computer (cd-rom, CBT, Business Simulation), senza collegamenti
con il mondo esterno, né contatti fra discenti e/o con docenti/tutor, in un ambiente di
apprendimento chiuso.
Cooperative learning
Attraverso le tecnologie di rete, è
possibile ricostruire una dimensione sociale e relazionale fra gli utenti collegati al PC:
si ricreano legami e connessioni che consentono di ripristinare il senso del gruppo,
benché solo a livello virtuale, e modalità di apprendimento di tipo collaborativo. In
questo modello, non solo la responsabilità del processo di apprendimento è attribuita al
soggetto, che "costruisce" e sceglie il proprio percorso formativo/informativo,
navigando sulla rete e accedendo alle diverse risorse disponibili, ma la responsabilità
viene condivisa con il gruppo o con la comunità professionale allinterno della
quale il soggetto può autonomamente decidere di partecipare. In altre parole, il "cooperative learning" crea un
ambiente di apprendimento di tipo aperto e molto innovativo in cui prevalgono modalità di
comunicazione di tipo asincrono supportate da forme di assistenza remota e di tutoring a
distanza. Si sperimentano nuove forme e canali di comunicazione
(posta elettronica, chatting, forum di discussione etc.), il cui uso è
frequentemente finalizzato alla socializzazione, al confronto culturale e alla costruzione
di un senso di coesione allinterno della comunità virtuale. Sfumano i confini tra
lavoro e studio perché il processo sociale di apprendimento non si esaurisce nella
comunità virtuale, ma continua fuori rete e si integra con la realtà lavorativa. Sfuma
anche la tradizionale distinzione fra ore di formazione e ore di lavoro, sia perché la
sede di entrambe le attività spesso coincide (la postazione dellutente), sia
perché queste attività sono unificate dalla comune esigenza di apprendere quando se ne
ha bisogno, cioè nel corso dellattività lavorativa.
Caratteristiche di questo tipo di tecnologie sono la facile aggiornabilità,
l'elevata flessibilità e le molteplici possibilità di personalizzazione; le tecnologie
di rete si configurano inoltre come ununica piattaforma in grado di integrare anche
altre tecnologie, quali ad esempio la videoconferenza o i video/news e questa è la
direzione che caratterizzerà lo scenario evolutivo dei prossimi anni.
Benchè la rete sia certamente la tecnologia emergente con le maggiori e più interessanti possibilità di sviluppo, la tendenza non è tuttavia quella di sostituire la formazione in aula o quella on the job con il webtraining, né di produrre semplicemente corsi in rete, bensì di utilizzare la rete come supporto integrato per gestire e governare l'apprendimento, la conoscenza aziendale e i sistemi di comunicazione e di formazione.
Esperienze e casi applicativi
Lesperienza di Isvor-Fiat nel campo dei sistemi e delle
soluzioni integrate per lapprendimento si è sviluppata lungo due principali filoni
di attività, riconducibili alla formazione a distanza propriamente detta e ai sistemi di open
learning.
Nel primo filone di attività rientrano i progetti che hanno sperimentato
l'utilizzo di tecnologie sincrone (audioconferenza, business television, videoconferenza)
e asincrone (sia via rete - la cosiddetta "on-line education" - sia con supporti
multimediali e/o ipertestuali off line) singolarmente o combinate con diverse modalità e
percorsi.
Riportiamo qui di seguito alcuni esempi tratti dalle esperienze più significative finora realizzate da Isvor.
Lattuale
programma di formazione in videoconferenza si articola in cinque corsi fruibili in
collegamento multipunto dai nove stabilimenti italiani di Fiat Auto e in un programma
formativo quadriennale di diplomi di laurea in Ingegneria Logistica e della Produzione, in
collaborazione con il Politecnico di Torino, svolto in collegamento punto a punto con lo
stabilimento di Melfi. Questi programmi prevedono lattivazione, presso ogni
stabilimento, di tutor che presidiano sia gli aspetti metodologici che quelli di
contenuto. Anche la formazione dei tutor avviene in videoconferenza.
La videoconferenza viene inoltre ampiamente utilizzata per il monitoraggio a
distanza di varie iniziative ed attività (per esempio di alternanza scuola-lavoro), anche
nellambito di progetti europei.
"Diretta Formazione" è invece un'iniziativa di formazione a distanza tramite trasmissioni interattive che hanno integrato l'utilizzo della Business Television (BTV) con quello dell'audioconferenza. Si è scelto di utilizzare queste tecnologie considerando la vastità e la distribuzione geografica della popolazione destinataria (i tecnici delle Concessionarie italiane Fiat Auto), lesistenza presso le concessionarie di un sistema di ricezione satellitare già utilizzato per laggiornamento commerciale di Diretta Auto e la necessità di offrire un aggiornamento veloce, tempestivo e omogeneo su contenuti altamente specifici, strettamente collegati allaggiornamento professionale sulle novità di prodotto.
Infine, nellambito del progetto "Sistema di apprendimento in rete Fiat-Auto", volto a implementare un sistema di formazione continua e di sviluppo delle competenze dei professional, Isvor sta realizzando un ambiente di apprendimento virtuale, in rete Intranet, chiamato "Isvor Learning Campus", in cui i professional potranno trovare un servizio di orientamento ai corsi di aggiornamento professionale e di tutoring, oltre che la possibilità di fruire direttamente dal PC di una serie di courseware, accessibili sulla base della mappa delle competenze professionali di ogni settore. In questa prospettiva, verranno utilizzati anche numerosi percorsi che integreranno luso del web con quello di cd-rom.
Nel filone
degli ambienti di open learning, rientra invece la realizzazione di Learning Center e di
Learning Point, luoghi dedicati all'apprendimento con modalità prevalentemente
autoistruzionali.
Di particolare interesse è stata la creazione del learning center di Melfi, un
centro di autoformazione, finalizzato a rispondere alle esigenze di crescita culturale dei
dipendenti dello stabilimento SATA. Collocato all'interno dello stesso stabilimento, ma
accessibile al di fuori dell'orario di lavoro, il learning center, attraverso tecnologie
telematiche e multimediali, offre percorsi di formazione guidata su temi sia professionali
sia di interesse personale (lingue, psicologia, arte e così via). Fondamentale è il
supporto dei tutor nel definire il programma formativo più adatto alle esigenze di
ciascuno; gli orari, la frequenza e il ritmo di studio sono scelti autonomamente dagli
utenti in base alla disponibilità di tempo e agli interessi individuali. Fino a oggi i
risultati in termini quantitativi sono più che soddisfacenti: a maggio 1999, su una
popolazione potenziale di 6.000 dipendenti, gli iscritti sono 1430 e 770 coloro che hanno
completato un iter formativo strutturato; questi dati dimostrano l'interesse per questa
modalità di apprendimento, interesse particolarmente significativo perché riguarda
utenti giovani, che, alla formazione, dedicano il proprio tempo libero. Affinchè i
learning center e i learning point esplichino al meglio la loro funzione di
"distributori" di conoscenza e di "facilitatori" di apprendimento
vanno comunque garantite alcune caratteristiche, prima fra tutte lofferta di
soluzioni di apprendimento molteplici e differenziate secondo modalità e stili cognitivi
peculiari dei singoli utenti o dei gruppi a cui sono destinati.
Si ritiene importante sottolineare che tutte queste esperienze sono state oggetto di un'attenta valutazione volta a monitorare e verificare i risultati di gradimento, apprendimento (anche per confronto con la formazione tradizionale), trasferibilità, rapporto costi/benefici, impatti organizzativi. Sono stati infine individuati i diversi fattori di successo ed è stata analizzata e formalizzata la metodologia relativa ai diversi processi di lavoro.
Processi di lavoro, competenze e nuovi ruoli professionali
Parallelamente allevoluzione degli scenari della formazione, alla differenziazione delle modalità formative, alla necessità di integrare processi di comunicazione, informazione, formazione, occorre riallineare le competenze e i profili di ruoli necessari per progettare e gestire un sistema che si presenta sempre più complesso e articolato.
Fra i nuovi compiti e le nuove responsabilità del formatore si può innanzitutto evidenziare quella di saper "orientare" il cliente verso le soluzioni più adeguate al sistema organizzativo e al contesto di utilizzo allinterno del quale queste soluzioni si inseriranno e in rapporto ai processi di cambiamento in atto presso il cliente. Questo presuppone la capacità di saper valutare lefficacia, i vantaggi e gli svantaggi delle diverse tecnologie e di saper fare una progettazione in codesign con il cliente. In quest'ottica, il formatore diventa lingegnere che suggerisce, progetta e realizza larchitettura del sistema, individua gli strumenti e i media più efficaci rispetto agli obiettivi del cliente, alle popolazioni coinvolte, al tempo, alla valutazione costi-benefici, ai contenuti, proponendo, rispetto alle numerose variabili in gioco, laula piuttosto che la formazione a distanza, il cd-rom piuttosto che il manuale cartaceo, la videoconferenza piuttosto che un percorso in autoistruzione. Ma sempre più raramente il formatore si troverà - come già precedentemente evidenziato - nelle condizioni di proporre un singolo supporto tecnologico: sempre più egli dovrà progettare in termini di sistema e in un'ottica "tridimensionale", con l'obiettivo di risolvere effettivamente i problemi del cliente (figura 1). L'integrazione dovrà essere realizzata sia rispetto alla combinazione delle diverse soluzioni/tecnologie, sia rispetto all'aggregazione delle diverse funzionalità che il sistema deve garantire: apprendimento, comunicazione, informazione, gestione della conoscenza.

Per raggiungere questo tipo di
professionalità, sono innanzitutto necessarie le stesse competenze di un
formatore/progettista tradizionale: la conoscenza dei meccanismi e dei processi di
apprendimento e di comunicazione continuano a costituire infatti un indispensabile
pre-requisito, così come una forte metodologia di instructional design che parte
dallanalisi bisogni per arrivare alla valutazione dei risultati e dei processi. Su
queste competenze si innestano poi competenze più specialistiche.
Caratteristica peculiare della progettazione di sistemi di formazione a distanza è
la più complessa articolazione delle competenze: a partire da un comune processo di
instructional design, infatti, si delineano un ampio ventaglio di sottoprocessi in
relazione alle specifiche tecnologie utilizzate.
Questo implica la necessità di rafforzare competenze metodologiche e di
esplicitarle in modo da trasferire sui nuovi media non solo "contenuti", ma
metodi e capacità di riflettere sui processi di apprendimento, sulle facoltà cognitive
messe in gioco, sulle leve motivazionali, sulla gestione dei processi formativi.
Inoltre, la progettazione e la realizzazione di un sistema formativo a distanza
richiede non solo tempi superiori rispetto alla progettazione di un corso tradizionale, ma
anche il lavoro di molte e diverse professionalità: dall'instructional designer,
all'esperto di contenuti, ai diversi esperti di tecnologie (dalla troupe televisiva - per
la business television - all'analista software per il cd-rom), al coordinatore del
progetto. Occorre pertanto limpegno di una "squadra" di lavoro e di
professionisti capaci sia di integrare le proprie competenze con quelle degli altri, sia
di rapportarsi con il cliente in maniera flessibile ed efficace. La capacità di lavorare
in un gruppo allargato costituisce quindi una importante caratteristica della
professionalità del formatore del futuro.
Infine, in primo piano troveremo sempre più competenze di processo quali il
tutoring (remoto o in presenza) e di coordinamento: la capacità di tenere insieme i
"pezzi" del sistema e di effettuare una forte regia organizzativa è sicuramente
un fattore critico di successo nei processi di formazione a distanza.
Bibliografia essenziale
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