CONTRIBUTO DI VITTORIA BORELLA (3/12/99)
La Formazione a distanza mi ricorda l'auto formazione e
tutte le problematiche ad essa collegate. Mi domando se una formazione a distanza
necessita di verifica per un ritorno di investimento. Io credo, come formatrice da oltre
25 anni per top e middle management soprattutto sulla Comunicazione e il Marketing, che
"gli uomini di buona volontà" esistano da sempre. Esiste chi legge un libro per
arricchire le sue skills, oggi, si può servire del computer.
Le competenze e le risorse che preparino una FaD si possono reperire nell'azienda o- come
spesso si è fattp- nella consulenza specializzata. Il problema del tempo è molto
soggettivo: che ricadute di tempo ci sono nei seminari non residenziali? altissime. Eppure
non se ne parla molto, al di là dei brontolii di chi perde una risorsa per due o tre
giorni. La qualità dei risultati? Come si riesce a verificarla o paragonarla a quella di
un corso di formazione? Ognuno decodifica i messaggi, li fa suoi col suo stile, li applica
nel suo ambiente. Mi sembra che non ci sia differenza con l'essere in aula. Io sono
esperta di tecniche di comunicazione, di AT e PNL: dovrei dire che solo le persone
"visive" ( che usano dominantemente le immagini) potrebbero avvantaggiarsi di
una FaD. Si legge solo. Non c'è coinvolgimento dell'udito e nemmeno degli altri sensi. Ma
anche la lettura e lo studio di libri di testo dovrebbero allora essere penalizzati. Credo
ci sarebbe anche molto da dire sugli stili di apprendimento: la cosa si fa lunga. Può
interessare a qualcuno che la mia opinione venga espressa più ampiamente? Fatemelo
sapere!!